A TAVOLA CON I COSTARICENSI

22/02/2017

La cucina tradizionale della Costa Rica è piuttosto semplice e con sapori poco accentuati. La dieta consiste prevalentemente in riso e fagioli, e i ristoranti rustici sono in genere tetti di paglia che servono in paese gustosi piatti casalinghi noti come “Comida Típica” (letteralmente, cibi tipici). La Costa Rica vanta ristoranti buoni e raffinati, concentrati prevalentemente a San José, che offrono le più svariate cucine internazionali. Al di fuori della capitale, tuttavia, i Ticos si accontentano di consumare pasti più modesti, fedeli a piatti casalinghi di campagna. La prima colazione tradizionale dei Ticos prevede di solito il comunissimo piatto di riso e fagioli neri (gallo pinto) che è la base delle cucine locali, o comida tipica.

Gallo Pinto, comunissimo piatto locale di riso e fagioli neri

Accompagnato da banana fritta (i costaricani amano molto i fritti) e da una semplice insalata di cavolo e pomodori, il gallo pinto diventa un Casado (pranzo completo) economico, talvolta servito da Sopa Negra, un brodo di fagioli. Il maiale arrosto è il principale piatto di carne, sia il maiale e il pollo sono spesso arrostiti su legno di caffè (a la leña), il che conferisce loro un sapore affumicato.
Molti ristoranti servono cotolette (lomito), non particolarmente tenere; di rado la carne bovina regge il confronto con i gusti europei, ma il “Lomito Encebollado”, bistecca marinata nella locale Salsa Lizano, è spesso delizioso. I frutti di mare sono relativamente scarsi lontano dalla costa, ma i gamberetti e l’aragosta si trovano comunemente. A San José preferiscono il branzino (corvina), di solito servito fritto con l’aglio.
Nelle località marine si può trovare anche la corifena (dorado), pesce spada, e azzannatore (pargo), quasi sempre fritti e serviti con riso bianco.
Il mais viene utilizzato per preparare le Tortillas, frittelle dette Chorreados e Tamales, pasticcini di farina di mais.
I Jalapeños e altre spezie piccanti sono poco usati, come pure le verdure, anche se a volte vengono serviti carote e ortaggi lessi, e altre verdure vengono aggiunte a zuppe e stufati, come la “Olla de Carne”, uno stufato di carne e verdure con patate, mais, yucca e zucca.

Casado, tipico piatto costaricense accompagnato da riso, fagioli, banana fritta e da una semplice insalata di cavolo e pomodori.

I mercati dei contadini (noti semplicemente come Ferias in Costa Rica) si tengono ogni giorno in tutto il paese, e spesso varie volte alla settimana in diversi quartieri delle città.
Dal momento che per legge in una Feria è consentito vendere soltanto i prodotti locali, si può star certi che si acquisisce unicamente merce fresca e di produzione artigianale.
La verdura preferita è il platano (della famiglia delle banane), che si serve fritto in quasi ogni pasto.
La Costa caraibica offre i suoi sapori particolari, all’insegna delle spezie e del latte di cocco.

Con ogni probabilità il caffè è la bevanda più popolare del paese, e ovunque si voglia andare qualcuno vi offrirà un “Cafecito”, che per tradizione viene servito forte con latte caldo a piacere, e si chiama anche café con leche.
I puristi preferiscono il “Café Negro” (caffè nero), molti locali alla moda servono l’espresso.
Per dissetarsi, non c’è meglio dei Batidos, questi frullati di frutta fresca possono essere preparati al Agua (con l’acqua) o con leche (con il latte) e con una straordinaria varietà di frutta:
il mango, il melone, la papaya, l’ ananas e molti altri di cui si conosce poco il nome come la Carambola (a forma di stella), il Cas, il tamarindo, e la Guanabana.
La Carambola: potrebbe essere più riconoscibile ai visitatori nordamericani rispetto agli altri frutti presenti in questo elenco, ma rimane una specialità tropicale sottovalutata. Il frutto cambia da una piccola bacca verde che diventa di un giallo intenso a maturità. Il gusto può variare da dolce a un po’ aspro, ed in ogni caso è una bella aggiunta ad una insalata sotto forma di stelle a fettine. Con la carambola si può fare anche uno stupendo succo.

Marañon (anacardio): pochi sanno che gli anacardi, provengono da un albero con un frutto altrettanto delizioso. Luminoso rosso, giallo e arancio, la frutta somiglia a un piccolo peperone gonfio. Ottimo se consumato fresco o trasformato in succo.
Jocote: rispetto al Marañón, il Jocote sembra il cugino, ma in una versione più piccola e rotonda. Il seme è grande e il frutto ha relativamente poca polpa, ma è comunque deliziosamente dolce, ottimo per fare torte e dolci.
Inoltre il gusto del frutto lo rende uno dei migliori del tropico. La carne bianca è appiccicosa ed è piena di semi e dunque è difficile da apprezzare da sola, ma ha un grande gusto se usato come un succo o soprattutto in un frullato.
Tutti usati come ingredienti per le “Frescas“, bevande a base di acqua o latte, ghiaccio, zucchero e frutta.
Zapote: con una pelle squamosa ingannevolmente opaca e marrone, all’interno lo zapote è di un bordeaux ricco di un seme chiazzato di nero che corre lungo di esso. La polpa è stupenda mangiata da sola, e a volte anche trasformato in gelato. Un pezzetto di zapote rende anche ottimo un dessert senza altro accompagnamento.
Tamarindo: il Tamarindo produce un succo abbondante e notevolmente rinfrescante. Il frutto può essere mangiato crudo: ha un sapore agrodolce, così come una leggera acidità che lo rende adatto a miscelarsi nei succhi ad altre bevande.
Granadilla: un altro frutto divertente con cui interagire fisicamente: può essere perforato con un pollice e facilmente ridotto in pezzi separandolo dai semi e carne che si aggregano insieme all’interno, si mangia tagliando in due il frutto con un coltello e raccogliendo la polpa, semi compresi ovviamente, con un cucchiaino. Un frutto contiene al suo interno dai 200 ai 250 semi.
Il frutto si abbina molto bene agli yogurt, con le insalate, con i dolci e si utilizza anche per la preparazione di cocktail.
Il frutto maturo può essere conservato in frigorifero per circa 10 giorni mentre a temperatura ambiente può essere conservato per due giorni in un luogo buio e fresco.
Il nome granadilla deriva dalla parola spagnola “granada” che significa melograno. Molto probabilmente questo abbinamento è da ricondurre alla somiglianza della parte interna che in entrambi i frutti è ricca di semi.

Col latte si fanno formaggi come il Queso Blanco, bianco e soffice, spesso utilizzato nei dessert.
Il dessert nazionale è il “Tres Leches”, una torta alla crema a tre strati, meglio se innaffiata da un espresso, denso e dolce. Il Cafè con Leche è metà caffè e metà latte caldo.
Da non perdere anche:
Arregladas: sfogliatine burrose ripiene di manzo, pollo o formaggio.
Dulce de Leche: un denso sciroppo di zucchero e latte bollito.
Empañada: pasticcini ripieni di fagioli, carne e patate.
Palmito: il tenero cuore di Palma Pejibaye (non il frutto omonimo), molto usato nelle insalate.
I costaricani sono bevitori di birra, e le qualità locali di birra chiara (per esempio Imperial e Bavaria) si adattano perfettamente al clima tropicale.

Se si apprezza l’abbinamento di riso e fagioli, la Costa Rica è un paese adatto ai vegetariani. La maggior parte dei ristoranti serve su richiesta Casado di Verdure, e molti li includono anche nel menù. Di solito si tratta di riso e fagioli, insalata di cavolo e una o due verdure o legumi cucinati in vari modi. Grazie al forte afflusso turistico, a San José e nelle località di villeggiatura sono sempre più diffusi i ristoranti vegetariani o con un menù per vegetariani su richiesta.
I viaggiatori che consumano soltanto cibi vegani, macrobiotici e crudi avranno più problemi, poiché pochi ristoranti li servono, tuttavia questa situazione sta lentamente cambiando.

Nei ristoranti è cortese rivolgersi ai camerieri e ai commensali con un Buenos Dias (buongiorno), Buenas Tardes (buon pomeriggio) o Buenas Noches (buonasera). Altrettanto apprezzato, prima di iniziare un pasto, è dire Buen Provecho, che equivale a buon appettito.

Nei bar si servono di solito i Bocas – snack come il Cevice (frutti di mare marinati e speziati) e i Chicharrones, cotenne di porco fritto, che fanno venire sete
Il vino non si beve molto, e i vini importanti sono cari. Una comune bevanda alcolica è il Guaro, un distillato chiaro che vale la pena provare una volta.

“Cerveza Imperial” la birra nazionale della Costa Rica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: National geographic

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