Costa Rica: un paradiso naturale, non fiscale

12/03/2013

BeppeGrillo-CostaRica

Sta facendo molto scalpore negli ultimi giorni l’inchiesta pubblicata dall’Espresso che ha portato alla luce affari collegabili alla figura di Beppe Grillo in Costa Rica. Si tratterebbe di una holding di tredici società che si occupano di immobili e un resort di lusso, intestate alla cognata e all’autista del leader del Movimento 5 Stelle.

Nell’inchiesta, il Paese del Centro America viene indicato come un paradiso fiscale, in quanto la formula della sociedad anonima, con cui sono registrate quattro delle società in questione, garantirebbe il segreto sui soci nelle attività imprenditoriali. In particolare, si legge: «[…] il livello di trasparenza delle informazioni societarie in Costa Rica è tra i più bassi al mondo. Non per niente il Paese del Centroamerica è inserito nella black list dei paradisi fiscali dal Tesoro Italiano».

In realtà, il Paese non è più inserito nella lista dei paradisi fiscali stilata dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), da quando sono state promulgate nuove leggi in materia di trasparenza fiscale e sono entrati in vigore trattati internazionali di scambio di informazioni tributarie.

L’Ambasciatore del Costa Rica in Italia, Jaime Feinzaig Rosenstein, ha sentito la necessità di rivolgersi al direttore della rivista con una lettera aperta, per chiedere il diritto di replica.

Ecco i brani centrali della lettera a Bruno Manfellotto:

«Con queste affermazioni si danneggia seriamente l’aspetto più sensibile della nostra società, cioè quella di un paese serio, democratico nonché strettamente rispettoso del sistema giuridico.

Il Costa Rica potrà condividere informazioni tributarie e legali di imprese e persone residenti nel Paese con altre quaranta Nazioni, a seguito della pubblicazione avvenuta lo scorso 5 marzo della Convenzione sulla reciproca assistenza amministrativa in materia fiscale. L’approvazione di questo Trattato costituisce uno degli impegni che il Costa Rica ha acquisito con la OCSE per uscire dalla lista dei paradisi fiscali.

Questo Trattato rafforza i nuovi poteri assegnati alle autorità tributarie dalla Legge di trasparenza fiscale approvata dalla Assemblea Legislativa del Costa Rica nel settembre del 2012. Al giorno di oggi, le restrizioni che si impongono all’apertura di conti correnti, utilizzo di denaro contante, apertura di nuove società, etc, sono implementate ed assolutamente rigorose.

ln base a questi Trattati e Leggi approvati, il Costa Rica fornirà le informazioni richieste da altri Paesi e viceversa, a partire dalla dichiarazione dei redditi fin all’apertura di conti correnti bancari».

L’Ambasciatore Rosenstein chiude poi ricordando come il Costa Rica sia un paradiso ambientale ed ecologico, non fiscale: il Paese accoglierà volentieri le aziende che vogliono agire nel rispetto delle leggi, non capitali di dubbia provenienza.

3 risposte a “Costa Rica: un paradiso naturale, non fiscale”

  1. enea ha detto:

    la vita in costa rica non e certo a buon mercato sono stato nella regione di talamanca e una casa tra virgolette costa circa 65 dollari al giorno e gli alimentari costano piu che in italia

  2. Pasquale Giulia ha detto:

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