I pensionati all’estero

29/08/2016

Anche i pensionati italiani sono totalmente liberi di trasferirsi all’estero e di stabilire all’estero la propria residenza, purché tale residenza sia effettiva e non fittizia. Le regole di trasferimento della residenza sono le stesse già esposte al punto precedente.

Ma veniamo alla domanda più frequente: che ne sarà della mia pensione?

Qui occorre fare chiarezza con molta attenzione e cautela, perché da qualche anno i pensionati sono sottoposti a una vera e propria attività di marketing con suadenti promesse del tipo: Caro pensionato, vieni a vivere da noi. Non paghi tasse e sei in paradiso.

Vediamo di dare alcune indicazioni precise.

Voi potete trasferirvi all’estero e continuare a farvi accreditare la vostra pensione su un conto bancario italiano. In questo caso nulla cambia rispetto a quando eravate residenti in Italia, e la vostra pensione continuerà a essere soggetta alla tassazione italiana.

Voi potete invece chiedere all’INPS (o altro Ente previdenziale) di farvi accreditare la pensione su un vostro conto bancario aperto nel paese estero, in cui vi siete trasferiti.

In questo caso, dovete verificare se vi siete trasferiti in un

Paese che ha sottoscritto con l’Italia un trattato contro la doppia imposizione;

oppure in un

Paese che ha NON ha sottoscritto con l’Italia un trattato contro la doppia imposizione.

Vediamo che succede in questi due casi.

5.1 Paese che ha sottoscritto

Abbiamo due gruppi di paesi:

Tutti i Paesi dell’Unione Europea.

Nel caso di trasferimento in un altro Paese dell’Unione Europea, è possibile farsi accreditare la pensione nell’altro Paese al lordo delle imposte italiane, ad eccezione dell’addizionale regionale IRPEF e dell’addizionale comunale IRPEF, che comunque sono trattenute (e dunque pagate) in Italia.

Inoltre, l’eventuale integrazione al trattamento minimo e le altre prestazioni a carattere non contributivo, inclusa la maggiorazione sociale, non sono pagate ai titolari di pensione, che si trasferiscono in un Paese dell’Unione Europea diverso dall’Italia. Ciò in quanto le prestazioni speciali a carattere non contributivo (pensione sociale e assegno sociale, pensioni, assegni e indennità a invalidi civili, ciechi civili e sordomuti, ecc.) sono garantite dal Paese di residenza e, di conseguenza, non sono esportabili in ambito comunitario.

Ma attenzione! Dovrete versare le imposte nel Paese in cui vi siete trasferiti. Non è assolutamente vero, come si sente dire frequentemente, che le pensioni non sono tassate in altri Paesi dell’Unione Europea.

E quindi, la mia pensione netta aumenterà o diminuirà?

Dipende da vari fattori, sostanzialmente dall’importo della pensione e dal Paese, e in alcuni casi, dalla regione del Paese in cui vi trasferite.

Bisogna quindi esaminare caso per caso.

In Italia, le trattenute IRPEF avvengono secondo la seguente tabella (valori in EUR).

  1.          fino a 15.000                                                                                                                                                                                23%
  2.          oltre 15.000                          fino a 28.000                                                                                              27%
  3.          oltre 28.000                          fino a 55.000                                                                                              38%
  4.          oltre 55.000                          fino a 75.000                                                                                              41%
  5. oltre 75.000                                    43%

Se percepite una pensione lorda di EUR 30.000, questa sarà soggetta a un’imposizione IRPEF pari a EUR 7.720, a cui occorre aggiungere circa 2% per le addizionali regionali e comunali, e quindi circa EUR 600. La pensione netta risultante in Italia è quindi pari a EUR 21.680, pari a EUR 1.668 mensili per 13 mensilità.

Se invece la vostra pensione lorda è di EUR 60.000, l’imposizione IRPEF è pari a EUR 20.470, pari a netti EUR 3.041 mensili per 13 mensilità.

Se vi trasferite in Portogallo, le imposte sono applicate secondo la seguente tabella (valori in EUR).

  1.          fino a 7.000                                                                                                                                                                       14,5%
  2.          oltre 7.000                                        fino a 20.000                                                                                               28,5%
  3.          oltre 20.000                          fino a 40.000                                                                                              37%
  4.          oltre 40.000                          fino a 80.000                                                                                              45%
  5. oltre 80.000                                    48%

Se percepite una pensione lorda di EUR 30.000, questa sarà soggetta in Portogallo a un’imposizione pari a EUR 8.420, a cui occorre aggiungere circa 2% per le addizionali regionali e comunali, e quindi circa EUR 600, che continuano a essere applicate in Italia. La pensione netta risultante in Portogallo è quindi pari a EUR 20.980, pari a netti EUR 1.614 mensili per 13 mensilità.

Se invece la vostra pensione lorda è di EUR 60.000, l’imposizione in Portogallo (più addizionali italiane) è pari a EUR 22.320, pari a netti EUR 2.898 mensili per 13 mensilità.

Come vedete, se vi trasferite in Portogallo e avete una pensione lorda di EUR 30.000, pagate EUR 54 in più al mese di imposte, se invece la vostra pensione è di EUR 60.000, pagate EUR 143 in più al mese.

Discorso simile vale per la Spagna, dove le aliquote di imposta sul reddito variano dal 24,74% al 52%, considerando anche le imposte locali. Ci sono invece maggiori agevolazioni per chi si trasferisce nelle Isole Canarie, dove le aliquote sono più basse e vanno dal 12% al 22,5%.

In conclusione, bisogna valutare caso per caso, ma l’affermazione che, se mi trasferisco all’estero, la mia pensione aumenta, perché passa da netta a lorda, è assolutamente falsa; vero è che in alcuni casi particolari (es.: pensione bassa alle Canarie) potrebbe aumentare, ma in altri casi (es.: in Portogallo) normalmente la pensione netta si abbassa.

Altri paesi al di fuori dell’Unione Europea, ossia: Albania, Algeria, Argentina, Australia, Bangladesh, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Costa d’Avorio, Ecuador, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Filippine, Georgia, Ghana, Giappone, India, Indonesia, Israele, Ex Jugoslavia, Kazakhistan, Kuwait, Macedonia, Malaysia, Marocco, Mauritius, Messico, Mozambico, Norvegia, Nuova Zelanda, Oman, Pakistan, Russia, Senegal, Siria, Singapore, Sri Lanka, Stati Uniti, Sud Africa, Svizzera, Tanzania, Thailandia, Trinidad e Tobago, Tunisia, Turchia, Ucraina, Uganda, Uzbekistan, Venezuela, Vietnam, Zambia.

Con tutti questi Paesi l’Italia ha sottoscritto un trattato contro le doppie imposizioni, ossia un trattato per evitare che un reddito sia tassato due volte, ossia sia in Italia sia nell’altro Paese.

Per sapere quindi come sarebbe trattata la vostra pensione, se venisse trasferita in uno di questi Paesi, occorre andare a leggere il relativo trattato; non sono tutti uguali, variano da Paese a Paese. Tali trattati possono essere consultati e scaricati dal sito dell’Agenzia delle Entrate. Ad esempio, nel caso della Svizzera, possono essere trasferite “al lordo” solo le pensioni percepite da privati, mentre le pensioni degli impiegati statali devono rimanere tassate nel paese d’origine.

5.2 Paese che ha NON ha sottoscritto

Tutti gli altri Paesi non riportati sopra, tra cui la Costa Rica.

In questo caso la pensione è trasferita all’estero al netto, ossia continua a venire tassata in Italia, e quindi percepita all’estero per lo stesso valore che si percepisce in Italia. Poiché in Costa Rica le pensioni non sono tassate, se ne deduce che c’è un’assoluta invarianza di pensione, se mi trasferisco in Costa Rica. C’è però il vantaggio che alcune imposte italiane non dovranno più essere pagate, se vi trasferite in Costa Rica, ad. es. l’IVIE (Imposta sul valore degli immobili all’estero) non dovrà essere più pagata in Italia, e lo stesso vale per i redditi di capitale per somme non depositate in Italia.

—————— ***************——————

In conclusione, come avete visto, non ci sono in genere variazioni così alte passando dall’Italia a un altro Paese, salvo casi molto particolari.

Concludiamo quindi raccomandando a tutti, se volete trasferirvi, di cercare un Paese dove pensate di trovarvi bene, un Paese che vi dia fiducia, serenità e tranquillità. Insomma, più che agli aspetti fiscali, pensate al clima, alla natura, alla gente che troverete.

Questo almeno è il nostro consiglio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *