LO SVILUPPO PUÒ ESSERE VERDE

03/04/2017

Parco Nazionale vulcano Poás, Costa Rica

La Costa Rica è grande come la Lombardia e Piemonte messi insieme. Da diversi anni, è considerata tra i paesi più felici del mondo, (Il vicino Nicaragua è al 43º, l’Italia al 48º, tra Uzbekistan e Russia) questo grazie al bassissimo livello di criminalità dovuto al benessere degli abitanti.

L’aspettativa di vita sfiora gli ottant’anni. Il 96% della popolazione è alfabetizzato, e infatti in ogni più minuscolo villaggio si vedono scuole dipinte di colori vivaci e ragazzini che sgambettano nell’uniforme scolastica.

Esiste un assistenzialismo giusto da parte dello stato, verso la popolazione, che garantisce a tutti un posto di lavoro, ci sono dei regolamenti per le assunzioni, infatti impongono agli investitori esteri di tutelare la gente del posto. Le strade, considerando il clima, sono in condizioni più che discrete. Tutte queste caratteristiche rendono il Costa Rica, il più signorile tra i paesi del Centro America ed anche il più sicuro.

 

Una combinazione virtuosa

Questo non significa che non ci siano problemi, le previsioni di crescita restano buone, ma, c’è bisogno di riforme fiscali. Le diseguaglianze e la povertà esistono, però il fenomeno è più contenuto che altrove e pesa la metà di quanto pesa in media negli altri paesi dell’America Latina, solo l’1,6% della popolazione vive sotto la soglia minima di sussistenza. Se si vuole fare un parametro di confronto (guardare gli ultimi dati Istat sulla povertà in italia). È la Banca mondiale a definire la Costa Rica “una storia di successo dello sviluppo, a development success story in many respects” grazie a una combinazione di stabilità politica, scelte ambientali virtuose, crescita costante. È piuttosto probabile che la stabilità derivi anche dal fatto che in Costa Rica l’esercito è stato abolito nel 1948.

Sono seguiti settant’anni senza conflitti, in contrasto con la turbolenza dei paesi vicini. Ma non solo: le risorse risparmiate sono state investite in istruzione e infrastrutture. È quello che il “Los Angeles Times” definisce un dividendo della pace. Oggi oltre il 25% del territorio è tutelato: è la più alta percentuale di aree protette del mondo. La Costa Rica ospita anche la maggior biodiversità del mondo. I parchi nazionali (perfettamente tutelati e organizzati) sono 26 e le riserve protette sono 161: grazie al Sistema Nacional de Áreas de Conservación. La deforestazione è stata gradualmente ridotta, e dal 2005 è pari a zero, e la caccia è stata definitivamente abolita nel 2012.

Nel 2016 il paese ha coperto interamente il proprio fabbisogno elettrico per oltre due mesi impiegando il 100% di energie rinnovabili. Ovvio che la Costa Rica sia un magnifico posto per gli ecoturisti. Ci sono montagne che sfiorano i 4000 m, quasi 1.300 km di costa tra mar dei Caraibi e oceano Pacifico, 14 vulcani ammantati di foreste, 6 dei quali attivi. Il clima è tropicale: quindi fa caldo per tutto l’anno, e le stagioni, in teoria, dipendono dal fatto che piova poco.

In realtà, la morfologia del suolo dà luogo a 12 microclimi profondamente diversi ed è questo il motivo della biodiversità. Sulla costa caraibica c’è la foresta pluviale (e sì, lì piove, tanto). Uno pensa di poter avere un’idea abbastanza precisa di cosa possa essere fino a quando non la vede da vicino e scopre che tutto è non solo verde, intricato, ombroso e stillante, ma gigantesco: i tronchi, le radici, le foglie, le felci, le lucciole lucenti come lampadine. Farci un lungo giro di notte, alla luce delle torce, (ma con una guida che sa il fatto suo e su un percorso tracciato, mi raccomando) è un’esperienza straordinaria e magica. Sembra di essere in un’edizione 3d di Avatar.

Lungo la costa caraibica, d’estate, le tartarughe giganti si trascinano sulla sabbia per arrivare a deporre le uova all’ombra dei primi arbusti (la sabbia è scura e il sole le cuocerebbe). Nel resto dell’anno, rimangono solo centinaia di buche. Ma in Costa Rica c’è comunque da divertirsi, con gli animali: iguana, scimmie, uccelli coloratissimi, 133 diverse specie di rane ecc.

Viaggiando da Puerto Limon verso il Parco Nazionale del Vulcano Arenal si sale fino ad arrivare a un crinale segnato da una lunghissima fila di pale eoliche. Superato quello, nel giro di pochi minuti e di pochi chilometri tutto cambia. È un altipiano, c’è il sole e sembra d’essere in Svizzera: prati, mucche da latte (diverse da quelle da carne, che si trovano in pianura, sono brune e hanno una gobba sul dorso). L’illusione è accresciuta, a Nuevo Arenal, dalla presenza di una piccola vera comunità svizzera.

Voltandosi indietro, si vedono le nuvole ferme lungo tutto il crinale, come se ci fosse una barriera invisibile. Scendendo verso il Pacifico si scopre la teoria dei vulcani. L’Arenal è uno dei più noti e frequentati.

In un’altra manciata di chilometri si passa da paesaggi alpini ad altri che possono ricordare il nostro sud, palme, banani e scimmie a parte. La costa pacifica è calda, mediamente più arida e soleggiata ed è il paradiso dei surfisti e degli sport acquatici. Bello avventurarsi tra le mangrovie dei canali, o camminare su spiagge che non finiscono mai, quando la marea si ritira lasciando dietro di sé una distesa di sabbia compatta e luccicante come uno specchio.

Nel 2016 sono arrivati in Costa Rica quasi 3 milioni di turisti, con un incremento del 10% sull’anno precedente. Gli abitanti sono meno di 5 milioni e il turismo occupa un impressionante 27% della forza lavoro nazionale: nei parchi ci sono guide preparate, cortesi, entusiaste.

Tutto questo succede senza che in Costa Rica esistano opere d’arte, siti storici o monumenti di rilievo e con una cucina sostanzialmente a base di riso e fagioli neri, serviti separati nel piatto nazionale, il Casado, o mescolati assieme a colazione.

E tutto questo mi fa pensare che forse, in Costa Rica, varrebbe la pena di andare non solo per vivere una bellissima esperienza a contatto con la natura, ma anche per farsi venire qualche idea. Finalmente si sta affermando il concetto “con la cultura, si mangia”. Be’, con la natura e il paesaggio tutelato anche. Basta saperci fare!!!

FONTE: INTERNAZIONALE

27/03/2017

 

Una replica a “LO SVILUPPO PUÒ ESSERE VERDE”

  1. Theodora ha detto:

    Mi auguro buone notizie di salvaguardare questa splendida parte del mondo.
    Costa Rica è un paradiso meraviglioso il suo sviluppo è verde e fino ad oggi vive nella prosperità.
    Buon viaggio e buone occasioni per turisti e anche per gli abitanti di vivere nel relax e nella pace.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *