Playa Potrero

07/09/2016

 

Un piccolo bus, con sospensioni puramente coreografiche, accompagna il sottoscritto ed una quindicina di amici avventurosi, da San Josè, dove siamo arrivati ieri sera  dopo un volo divertente, durato però, alcune ore di troppo per un lunghissimo scalo a New York, sino a Playa Potrero sull’incantevole costa del Pacifico, nella regione di  Guanacaste, dove la natura è rimasta intatta, autentica, pura come lo è stata da sempre, sin da quando, cioè, il Buon Dio ha deciso di trasferire direttamente qui  buona parte dell’Eden.

Attraversiamo foreste ai piedi di vulcani ancora attivi. Colline e coltivazioni sconfinate di canna da zucchero, caffè, ananas, banane, noci di cocco, mango e papaia. Piante, tante piante….nuovissime per noi in quanto autoctone, imponenti, altissime, verdissime. Alcune hanno radici aeree impressionanti che formano tronchi con figure decisamente inquietanti.

 

Il viaggio, pur essendo non eccessiva la distanza, circa trecento chilometri, dura oltre sei ore, che potrebbero restare indimenticabili per i nostri occhi qualora le nostre schiene, violentate dalle buche e dalle sconnessioni della strada, potessero godere, all’istante e senza sosta, dei benefici di  massaggiatrici  locali, professioniste e zelanti. Abbandoniamo, a Tamarindo la Carrera Panamericana, disgustosamente asfaltata. Seguiamo le indicazioni Brasilito-Flamingo-Playa Potrero e dopo qualche chilometro di strada bianca e polverosa, finalmente, all’improvviso, ci appare il  “Flor de Pacifico”, il Residence del….Paradiso!

 

Un giardino tropicale, profumatissimo, con piante molto belle: palme, banani, ibischi, strelitzie, ficus, buganvillee. Siepi di rosmarino, erica, menta e  “sempreverdi” con bacche coloratissime. Eucalipti e sequoie, ficus Matapalo e, naturalmente, il Guanacaste, l’incredibile, imponente albero che dà il nome all’intera  regione e che in Italia un grafico poco informato, copiandone l’immagine,  ha chiamato impropriamente, anche se familiarmente, “quercia”, facendolo diventare il simbolo di uno schieramento politico.

 

Nascoste e protette da tanta lussureggiante vegetazione, un centinaio di villette ed un’incantevole piscina sono la dimora di altrettanti  fortunati, di cui molti nostri connazionali, che qui hanno deciso di trascorrere buona parte dell’intero anno, lontani dal mondo, dalle preoccupazioni, immersi nel silenzio, a soli cinque minuti da ristoranti raffinati, il migliore resta comunque quello del Residence, gestito e diretto da uno straordinario cuoco mantovano, da spiagge bellissime scarsamente frequentate, da discoteche alla moda e temperature che variano, nell’intero anno, da un minimo di 22/24 gradi ad un massimo di 30/32gradi. Le villette sono bellissime, funzionali e nuovissime e durante la notte il canto discreto e sommesso di coloratissimi uccellini tropicali  coccola i sogni ed  aiuta a dormire, serenamente.

“Vivere qui”, recita un dépliant trovato alla reception, “ significa ritrovare un contatto ormai perso con la natura, viverne le emozioni e la tranquillità, con quello spirito semplice che si credeva perduto. Si può gustare la vita nel suo trascorrere e scoprire che il tempo è più lento di quello che si è sempre creduto.”

Alcuni mesi fa, una mia dolce e cara amica americana, fotoreporter e globetrotter per il National Geographic, di  ritorno da un suo viaggio in Costa Rica ed al termine di un lungo nostro colloquio telefonico, mi salutò in maniera per me nuova ed insolita “Pura Vida” Piero!

Arrivederci in Costa Rica. Arrivederci in paradiso. Arrivederci nel paese senza guerre, senza odio, senza esercito. Arrivederci  Piero ed  io spero di incontrarti qui dove il mondo si è fermato e  dove gli uomini ancora vivono di quanto la natura loro dona, senza ingordigia e senza invidia. “Pura Vida” Piero! Ti aspetto sulla spiaggia della Prieta, quella nera, di Playa Potrero, la più bella, la più insolita, perché un isolotto la protegge dalla marea e la trasforma in piscina naturale e caldissima. “Pura Vida” Piero! Ti aspetto al tramonto. Al tramonto di un giorno qualunque. Vieni, non esitare, io e mio marito ti aspettiamo.”

Impegni diversi hanno, però, proibito ai miei sogni  ed ai miei desideri di realizzarsi celermente e concretamente. Ho perso i “rendez vous” con Magda e con la sua famiglia, i tramonti di Luglio e di Agosto, ma ho giurato a me stesso che, appena fosse stato possibile, sarei partito per il Costa Rica.

Adesso sono, finalmente, arrivato. Ripenso a Magda, osservo, fotografo, adoro ed ammiro tramonti straordinari, sdraiato sulla spiaggia di sabbia finissima, brizzolata dalla polvere di pirite che i venti della sera erodono dall’isolotto e qui  depositano.

La gente ti saluta e ti augura: “Pura Vida, señor, con mucho gusto, aquí, en Costa Rica”.

“Pura Vida”: questa è, davvero, la vera vita, pura, senza traumi, senza stress, solare, aperta, libera, sconfinata, da amare! Esisti tu ed i tuoi soli desideri, finalmente padrone assoluto del tuo tempo, senza telefono e senza orologio, senza impegni, senza ansie, senza angosce. Esisti solo tu e la tua sola voglia di vivere.

Tarda mattinata al mare. Pranzo in un piccolo, modesto, ma straordinario, ristorante sulla spiaggia. Passeggiata sul bagnasciuga e nei boschi. Gita in barca per osservare il tramonto sull’acqua. Quattro appunti sul taccuino. Un ultimo bagno in mare. Una doccia. Bermuda, camicia e mocassini. Un taxi. Un ristorante per le code d’aragosta e per il carpaccio di filetti di pesce gallo. Una passeggiata digestiva a Flamingo Beach, a spiare le ville di Liz Taylor, di Tom Selleck, di John Travolta e d’altri cineasti. Un po’ di shopping. La discoteca sulla spiaggia a Playa Potrero. Salsa e merengue e locali bellezze strepitose, incantevoli, coreografiche ventenni, ma trentenni, ed oltre, decisamente straordinarie e da preferire! Un’ultima, notturna, passeggiata sulla spiaggia. Ancora un taxi e finalmente la casetta stupenda, al  Flor de Pacifico, per il giusto riposo.

 

Durante un’incredibile ed indimenticabile  gita in barca sul fiume più singolare ed unico del mondo, il Tempisque River nelle vicinanze del Residence, per ammirare da vicino coccodrilli, iguane, scimmie, pappagalli e serpenti, un amico vero, un compagno di viaggio, un famoso inviato speciale di “Panorama Travel”, mi ha confidato: “ Piero, quanto stai vedendo, qui nel Guanacaste,  rappresenta uno dei tre canti che compongono la  ”Divina Commedia” costaricense: il Paradiso, il Purgatorio di serie A ed il Purgatorio di serie B. Non esiste l’Inferno, perché l’Inferno, dopo l’Iraq, l’Afghanistan, l’Angola ed il Sudan è stato cancellato dal dizionario internazionale e messo perennemente all’indice. Il mondo intero è una creatura divina, pertanto è un regalo del Cielo e come tale può essere bellissimo o meno bello, ma, mai, brutto e  mai, “infernale”, perché il Cielo non conosce questa parola e non può concepire qualcosa che le possa, anche se vagamente, assomigliare. Questa  regione,  il Guanacaste, rappresenta, in tutto il suo splendore,  il canto del Paradiso. Poi esiste il Purgatorio di serie A,  ubicato  sulla costa atlantica del Costa Rica, regno della pioggia, dell’umidità e delle paludi. Quindi il Purgatorio di serie B: il centro del paese e la capitale San Josè, con la concentrazione di oltre il 50% dell’intera  popolazione nazionale, con le sue industrie, i suoi commerci, le multinazionali, gli Ospedali, il traffico, le corti dei miracoli, la miseria, le inferriate a tutte le porte e a tutte le finestre, a causa del dilagare dei furti e delle rapine, compiuti da criminali fuorusciti dalle nazioni confinanti”.

 

Domattina, alle cinque in punto, un gallo malandrino ed esigente chiamerà a raccolta le sue cortigiane. Mi sveglierà. Lo stramaledirò ferocemente, ma lo benedirò, immediatamente, perché mi permetterà di continuare a sognare ad occhi aperti: acquistare la villa. Modificarne l’arredamento. Potenziarne il climatizzatore. Suggerirne la piantatura di una palma, di un banano e di un ibisco nel giardinetto retrostante. Occuparmi del posizionamento dei cavi per la televisione satellitare e  per internet. Visitare, infine, qualche arredatore a San Josè  per il salotto ed i nuovi mobili del soggiorno e delle camere. A mezzogiorno comincerò a realizzare i miei sogni firmando il compromesso d’acquisto, poi, verso sera, quando una splendida signora, abbracciandomi, mi dirà: “Pura Vida, Señor. Pura Vida  in Costa Rica. Bienvenido Don Pedro. Bienvenido Señor Pedro”, io mi sentirò un pochino anche costaricense, con casa a Playa Potrero, al Residence Flor de Pacifico, nella regione di Guanacaste.

 

Pura Vida!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *