Stop alla caccia sportiva in Costa Rica

18/10/2012

La Presidente del Costa Rica sta per porre la sua firma sul provvedimento che renderà illegale la caccia a scopo ludico nel Paese. Il disegno di legge sulla conservazione della natura, fortemente sostenuto da Laura Chinchilla Miranda, è infatti stato approvato con 41 voti favorevoli e 5 contrari.

Grazie a questo provvedimento, coraggioso e necessario, il Costa Rica diventa il primo Stato del Centro America a proibire questa pratica sportiva. La sanzione per i trasgressori ammonta fino a un massimo di 3mila dollari.

Molte le congratulazioni arrivate da molte associazioni animaliste e naturaliste di tutto il Mondo. Il nostro Ente nazionale protezione animali (ENPA) ha scritto una lettera di sostegno all’ambasciatore del Costa Rica in Italia, rallegrandosi di come il piccolo Stato del Centro America sia «un Paese lungimirante, che ha saputo valorizzare le sue importanti risorse naturalistiche attirando ogni anno migliaia di turisti che possono osservare numerose specie animali uniche nel pianeta. In questo senso l’eliminazione della caccia è un vero e proprio passo da gigante che il Governo ha deciso di compiere a tutela non solo di specie rare e preziose, ma anche per promuovere la propria economia, basata soprattutto sul turismo».

Il Costa Rica infatti ospita il 6% della biodiversità mondiale, concentrati su un territorio piccolissimo (lo 0,03% della superficie terrestre). Tutelare questa ricchezza è una priorità assoluta per il Paese, non da ultimo anche per motivi economici: il turismo è una leva fondamentale per l’economia del Paese, con oltre 300mila turisti l’anno che visitano i grandi parchi nazionali per vedere le bellezze di fauna e flora locali. Oltre infatti alle molte specie diverse di uccelli e anfibi, il Paese è una meta privilegiata per osservare giaguari, armadilli, scimmie, cervi e bradipi nel loro habitat, ora liberi dal pericolo dei cacciatori.

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