Costa Rica e la sfida contro la plastica

11/06/2018

Plastica usa e getta messa al bando dalla Costa Rica

 Il Presidente della Repubblica Carlos Alvarado Quesada ha firmato con il Ministro dell’Ambiente la misura per limitare l’uso della plastica nel settore pubblico

Il governo della Repubblica ha emanato una direttiva per proibire l’uso di plastica e polistirene nelle istituzioni pubbliche.

Il presidente Carlos Alvarado e il ministro dell’Ambiente e dell’energia (MINAE), Carlos Manuel Rodríguez, hanno firmato questo regolamento, che limita la manipolazione, il consumo e l’etichettatura della plastica monouso nelle istituzioni pubbliche. Allo stesso modo, proibisce l’uso di attività con polistirene.

Nella foto quì di seguito il Presidente della Costa Rica Carlos Alvarado Quesada, con il Ministro dell’ambiente Carlos Manuel Rodríguez.

La misura indica che il Ministero della Pubblica Istruzione (MEP), il Fondo di Previdenza Sociale della Costa Rica (CCSS), RECOPE e il Ministero della Giustizia devono astenersi dall’acquisto, dall’uso, dal consumo di materie plastiche.

Allo stesso modo, l’uso di tali materiali in bibite e mense assunte in tutti gli istituti di istruzione primaria e secondaria (pubblici e semi-privati), negli organi del sistema sanitario e nelle carceri è proibito.

“Queste azioni rispondono all’impegno inequivocabile di questa amministrazione per ottenere la decarbonizzazione dell’economia”, ha affermato il presidente Alvarado.

Il governo Costaricense sta offrendo incentivi alle imprese, oltre a investire nella ricerca di alternative alla plastica usa e getta per raggiungere il suo obiettivo.

Secondo la strategia nazionale (2017-2021) sulla sostituzione delle materie plastiche monouso, il governo centrale dovrebbe sostituire i materiali non biodegradabili con alternative rinnovabili e compostabili, nell’ambito del sistema di classificazione RCM (rinnovabile, compostabile, compostabile in ambiente marino) con il fine di contribuire alla soluzione del problema dell’inquinamento generato dalle materie plastiche nei bacini idrografici della Greater Metropolitan Area (GAM), nonché dei suoi effetti sui Costaricani del Pacifico e dei Caraibi.

Il Costa Rica infatti sta intraprendendo azioni incredibilmente forti e drammatiche contro i rifiuti di plastica e ha messo in campo un piano d’azione che arriverà a vietare l’utilizzo di ogni forma di plastiche monouso entro l’anno 2021. Cosa si intende per plastiche monouso? Tutta la plastica usa e getta, dalle cannucce alle bottiglie, passando per le posate, le tazze e le borse della spesa.

 L’obiettivo della Costa Rica…

Essere la prima nazione a bandire la plastica usa e getta è un sogno o una possibilità? Il 2021 è lontano, ma neanche troppo e le credenziali del Paese sono buone. Dobbiamo riconoscere al Paese l’abilità di alimentarsi totalmente per otto mese l’anno con dell’energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili. E non solo: allo stato dell’America Centrale va riconosciuto anche il primato mondiale nella protezione della fauna selvatica e l’obiettivo di divenire carbon neutral entro l’anno 2021. 
Insomma se c’è una rivoluzione ambientale a livello nazionale in atto. Il caso da studiare non può che essere quello del Costa Rica. Una nazione che fino ad oggi non ha mancato nessun obiettivo e che ha imparato a ragionare non solo per il proprio bene ma anche per quello collettivo. Ed eliminare entro i prossimo quattro anni ogni traccia di plastica usa e getta dalla sua superficie sarà l’ennesimo obiettivo raggiunto da questa nazione

 

FONTE: elPeriodicocr

 

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