Costa Rica, obbiettivo emissioni zero

30/05/2018

La Costa Rica ha come obbiettivo di diventare il primo paese a emissioni zero entro il 2021

Il nuovo Presidente della Costa Rica lancia una sfida difficilissima: mettere al bando i combustibili fossili partendo dal settore dei trasporti per accelerare la transizione energetica alle rinnovabili e diventare carbon free.

La Costa Rica si candida a diventare il primo Paese al mondo completamente decarbonizzato. Il nuovo Presidente, Carlos Alvarado, 38 anni, ex giornalista, durante il suo insediamento ha annunciato un piano per vietare i combustibili fossili. Un programma costruito a tappe e che sarà avviato a partire dal settore dei trasporti.

Costa Rica, un Paese abituato a pensare sostenibile

La Costa Rica è un Paese molto attento all’energia pulita e ai temi ambientali. Oltre il 99 per cento dell’energia elettrica del Paese viene generato utilizzando fonti di energia rinnovabile. L’anno scorso, nel 2017, dal 1° maggio e per ben 300 giorni, la produzione di energia è avvenuta senza utilizzare nemmeno una goccia di carburante ma ricorrendo soprattutto a idroelettrico, eolico e geotermico. Un punto di partenza da non sottovalutare. Prima tappa in questo viaggio verso la decarbonizzazione è quello di arrivare a festeggiare i 200 anni di Indipendenza dalla Spagna, nel 2021, togliendo benzina e diesel di origine fossile dai trasporti. Una sfida significativa e forse, secondo alcuni esperti, irraggiungibile nel breve periodo.

Dire addio ai fossili, un compito “smisurato e bello”

Jose Daniel Lara, costaricano, ricercatore nel campo dell’energia a Berkeley in California, sostiene che eliminare completamente i combustibili fossili entro pochi anni è probabilmente irrealistico, anche se il piano getterà le basi per un’azione più rapida verso la completa transizione energetica. Secondo Lara, una proposta come questa deve essere presa in considerazione per il suo valore programmatico e di visione più che per la sua “precisione tecnica” considerate le diverse e concrete problematiche da affrontare. Ed è proprio in un’ottica di spinta al cambiamento che vanno interpretate le parole del Presidente Alvarado che ha ricordato ai cittadini del suo Paese, ma non solo, che “Abbiamo il compito titanico e bello di abolire l’uso dei combustibili fossili nella nostra economia per far posto all’utilizzo di energie pulite e rinnovabili”.

 

Indipendenza dai fossili per festeggiare i 200 anni di Indipendenza del Paese 

Il settore dei trasporti è la prima tappa del programma di transizione energetica del Presidente Alvarado. Ed infatti, lui stesso si è presentato alla cerimonia di insediamento a San Jose l’8 maggio scorso a bordo di un autobus a idrogeno.  Un cambiamento che andrà realizzato passo a passo, senza accelerazioni eccessive. Secondo Oscar Echeverría, Presidente dell’Associazione degli importatori di veicoli e macchinari, infatti, la transizione dai combustibili fossili nei trasporti non può essere affrettata dal momento che il mercato del trasporto pulito è ancora poco sviluppato. Esporlo a tensioni eccessive potrebbe voler dire bloccarlo anche alla luce di una domanda di automobili in crescita in tutto il Paese. “Se non ci sono infrastrutture e competenze pregresse, prezzi accessibili e gestione dei rifiuti, condurremmo questo processo al fallimento. Dobbiamo stare attenti”, ha sottolineato Echeverría.

Un messaggio di cambiamento per tutti

Il messaggio del Presidente Alvarado è un messaggio potente non solo per la Costa Rica ma per il mondo intero. “Eliminare i combustibili fossili è una grande idea proveniente da un piccolo paese. Questa è un’idea che sta iniziando a ottenere supporto internazionale con l’avvento delle nuove tecnologie” ha commentato Monica Araya, economista ed esperta di sostenibilità oltre che direttrice della Costa Rica, un’ associazione costaricana che promuove le energie rinnovabili e il trasporto elettrico.

 

FONTE: LIFEGATE

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