GRANO DE ORO

08/03/2017

LA PATRIA DEL CAFFÈ

I costaricani chiamano il caffè “grano de oro” e hanno le loro buone ragioni. L’umile chicco a tratto la nazione dal buio due secoli fa, portando benessere a innumerevoli contadini che praticavano un’agricoltura di sussistenza, e al paese nel suo insieme. Valli e pendici della Maseta Central sono ricoperte di filari verde scuro a perdita d’occhio.

Nel XIX fu finalmente scoperta una risorsa in grado di fare la ricchezza del Costa Rica: il suolo e il clima degli altopiani della Maseta Central si dimostrarono ideali per la coltivazione del caffè. Fu proprio a partire dalla Costa Rica che vennero introdotte in tutta l’America Centrale le piantagioni che lo avrebbero trasformato nel paese più ricco della regione.

Appurato che esisteva un mercato per le esportazioni, il governo incentivò la coltivazione, regalando piantine di caffè agli agricoltori. Inizialmente i produttori esportavano i raccolti nei paesi del vicino Sud America, che lavoravano i semi ed esportavano il prodotto finito in Europa. Già intorno al 1840 il paese si era dotato di capacità produttive e i commercianti avevano imparato ad analizzare il mercato oltreoceano. Il momento decisivo giunse quando convinsero il capitano della nave britannica Monarch a trasportare diverse migliaia di sacchi di caffè costaricense a Londra, iniziando così una splendida amicizia. La bevanda divenne subito molto popolare fra le classi operatrici del Nord Europa industrializzato e il profumo della ricchezza attirò molti intraprendenti immigrati tedeschi in Costa Rica, il che ebbe effetti positivi sulle capacità tecniche e finanziarie del settore. Entro la fine del secolo, più di un terzo della Maseta Central era coltivato a caffè, un prodotto che da solo totalizzava il 90% delle esportazioni e l’80% degli utili in valuta straniera.

Come altrove, anche in Costa Rica nacque una classe elitaria di grandi produttori che godeva i principali frutti del grande flusso di esportazioni.

La ricchezza derivante dal caffè divenne uno strumento di potere politico, a fare la parte del leone erano le famiglie aristocratiche del paese: a metà del secolo circa i tre quarti degli imprenditori del settore discendevano a due sole dinastie famigliari. All’epoca il principale esportatore era il presidente Juan Rafael Mora Porras, le cui origini risalivano al fondatore stesso della colonia, Juan Vásquez de Coronado. Per aver proposto la fondazione di una banca indipendente dagli interessi commercianti di caffè. Gli interessi economici degli imprenditori del settore erano diventati una priorità politica assoluta.

L’arbusto del caffè, originario dell’Etiopia, nel 1779 giunse dalla Giamaica in Costa Rica, e ne fu la salvezza economica. Il rincaro del caffè in America Centrale coincise con la schiavitù nei Caraibi, che gettò nel caos la principale industria delle isole. La Giamaica, all’epoca primo produttore del mondo, fu presto rimpiazzata dalla Costa Rica, il suo clima e il fertile terreno vulcanico si dimostrarono perfetti per la coltivazione del caffè.

CONDIZIONI IDEALI

L’arbusto predilige terreni drenati, ad altitudini tra i 750 e 1050 m, con temperature costanti di 15-28° C, e l’alternarsi della stagione secca con la piovosa. Nella zona montuosa centrale una peculiare combinazione di esposizione, pendenza e tipo di terreno e condizioni climatiche determinò la produzione di una qualità di caffè dal gusto particolare, morbido e aromatico, a bassa acidità, che li intenditori internazionali giudicarono presto fra le migliori al mondo.

Dal punto di vista economico, la stagione secca favoriva il raccolto costaricano ed era propizia per il trasporto delle bacche dalle montagne, tramite carovana di muli, fino al porto di Puntarenas, da cui un viaggio di tre mesi le avrebbe portate, via Capo Horn, all’Europa assetata di caffè.

Per i miseri contadini della Costa Rica, il caffè fu una vera manna… esentasse! Ben presto, tutti presero a coltivare grano de oro (nei primi anni del 1800 vi era persino una legge che prescriveva a ogni famiglia di Ticos di coltivare il caffè nel cortile), che nel 1829 era già diventato il principale produttore di reddito della nazione. I piccoli agricoltori dominavano la produzione e guadagnavano discretamente, ma i veri profitti stavano nella lavorazione e nel commercio, che in breve si concentrarono in poche mani. In Costa Rica si formò la prima élite politico-sociale: i “cafeteleros” (baroni del caffè). Anche oggi, vi sono solamente 95 stabilimenti per la lavorazione dei chicchi (beneficios), in un paese in cui 80.000 produttori coltivano il caffè su circa 110.000 ha.

DAL SEME AL CHICCO

I semi vengono interrati in vivai; i giovani arbusti di un anno vengono poi trapiantati in lunghe file, che seguono i contorni delle montagne, sotto ad alberi, tra cui quelli di banano, che fissano l’azoto del terreno. Gli arbusti di caffè che crescono all’ombra sono i più produttivi. I cespugli, di un verde brillante, incominciano a portare frutti durante il quarto anno di vita (ben tenuti, continuano a fruttificare per 40 anni!). All’inizio della stagione piovosa iniziano ad apparire i fiorellini bianchi che empiono l’aria del loro gradevole profumo, simile al gelsomino. I chicchi sono contenuti in lucide bacche verdi, che si fanno rosso sangue a novembre, all’epoca del raccolto stagionale.

Le bacche, raccolte a mano, vengono portate ai “Beneficios”, dove vengono rimossi gli strati carnosi superficiali per arrivare ai chicchi, che sono quindi essiccati all’aria o esposti al sole nel modo tradizionale. Poi, staccate le spesse pellicole che li ricoprono, i chicchi vengono tostati, suddivisi, sigillati e infine spediti al mercato.

Il caffè rimase la principale fonte di reddito della nazione fino al 1991, quando i prezzi subirono un forte ribasso; il grano de oro fu sostituito dalle banane e dal turismo, e ne derivò una grave crisi economica del settore. Le fortune del caffè hanno continuato a diminuire: la produzione è scesa da 2,5 milioni di sacchi del 1997 a 1,45 milioni nel 2010. Tuttavia, in nessun’altra parte del mondo la resa per ettaro è alta quanto in Costa Rica: alle condizioni climatiche ideali si sono aggiunte la propagazione di arbusti produttivi e le tecniche di coltivazione intensiva. Il caffè di qualità migliore cresce alle più elevate altitudini, dove i chicchi impiegano più tempo a maturare e sono più forti e aromatici, con meno caffeina. Il caffè non è soltanto un prodotto agricolo di fondamentale importanza per l’economia della Costa Rica, ma anche per la sua evoluzione storica in nazione moderna, tanto che le tradizioni associate alla produzione di questa bevanda sono una componente essenziale per la cultura costaricana.

Nel paese esistono diversi TOUR DEL CAFFÈ, e il bello di questi tour  è che sono sempre molto semplici, umili, ma mostrano il vero lavoro svolto con passione e fatica dai Ticos, abitanti del luogo, fatto con il loro cuore……per permettere al turista di capire effettivamente un lato della Costa Rica poco conosciuto.

Beneficio Coopedora: nei pressi di San Josè, tosta i chicchi coltivati da numerosi piccoli produttori del distretto di Tarrazú. Le visite guidate vengono organizzate durante la stagione del raccolto.

Beneficio Tierra Madre: a San Rafael, Heredia, un’azienda di caffè d’alta montagna con mulino, che lavora ancora i chicchi alla vecchia maniera e accoglie i visitatori su appuntamento.

Café Britt: nei pressi di Barva, Heredia, è famoso per le sue divertenti visite guidate multimediali, condotte da guide in costume d’epoca, incentrate sull’importanza del caffè nella cultura costaricana.

Finca Rosa Blanca: a Santa Barbara de Heredia, offre tour della piantagione di caffè in questo boutique di lusso.

Doka Estate: sulle pendici del Volcán Poás, offre tour organizzati con mostre folcloristiche a scopo didattico sulla produzione, tostatura e cultura del caffè. Guidati da un esperto, i visitatori riceveranno informazioni esaustive, che renderà questa attività un’esperienza incomparabile.

Il tour inizia nel letto di semina. Vi si possono osservare e verrà spiegato il processo di sviluppo della pianta fino al punto di smaltimento del grano maturo. Si potrà anche conoscere la storia della tenuta, i suoi proprietari, la produzione e la varietà di piante, la geografia del territorio e i modi tradizionali di coltivazione del grano.

La seconda stazione è il più antico impianto di lavorazione del caffè umido, ha dichiarato di essere un patrimonio architettonico per l’umanità nel 2003, che funziona da energia idraulica. Nel ricevitore si può vedere la prima classificazione dei grani, in seguito al processo di de-spappolamento di primo e secondo caffè di qualità si svolge nelle macine. Successivamente, il miele naturale del grano è tagliato nelle vasche di fermentazione e si opera che è significativo per il gusto del caffè. Il caffè che è stato essiccato in Guardiola o sui cortili sotto il sole, è memorizzato nel magazzino. Questo grano è pronto per essere sfogliato, e poi esportati nel paese. Infine, si visita l’impianto di torrefazione Café Tres Generaciones, dove verrà spiegato ed è possibile osservare i diversi tipi di arrosti che vengono offerti.

Una volta che il tour è finito, si può visitare è il negozio di souvenir Doka Estate, dove è possibile trovare il caffè confezionato in sacchetti sigillati. È inoltre possibile trovare pezzi fatti da artigiani del Costa Rica.

 

FONTE:  LONELY PLANET – NATIONAL GEOGRAPHIC

 

 

 

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