Le ricette più tradizionali della Costa Rica

18/01/2018

Quando si parla di America Latina in cucina. Tante però sono le tradizioni culinarie di questa parte di continente, dal Centro all’estremo Sud. E tra queste non possiamo dimenticare le specialità del Costa Rica. Una cucina semplice, resa straordinaria dall’infinita varietà di frutta e verdura tropicale. Questo piccolo stato del Centro America è infatti famoso in tutto il mondo per la sua ricca biodiversità. Centinaia di specie di orchidee, di uccelli, ma anche di materie prime di origine vegetale che rendono tanti piatti unici al mondo.

Le ricette più tradizionali, i sapori più casalinghi si trovano nelle sodas, le tavole calde, dall’arredamento rustico e a prezzi economici. Vi accomoderete a grossi tavolini di legno e vi sentirete come dei veri ticos (così si chiamano simpaticamente i costaricensi.  Allora partiamo alla scoperta delle 18 ricette della cucina della Costa Rica da non perdere.

Gallo Pinto: questo sfizioso viaggio non può che partire da quello che è ritenuto il piatto nazionale della Costa Rica. È la colazione tradizionale dei ticos ed esempio di come le culture si siano incontrate e mescolate in questo piccolo territorio. Di che cosa si tratta? Semplice: riso e fagioli. Il riso portato dagli spagnoli e i fagioli coltivati fin dall’antichità dalle popolazioni locali. Di solito il tutto viene servito con uova strapazzate, tortillas, platano fritto o grigliato, frutta fresca e panna acida oppure formaggio locale. A completare la colazione non può mancare una tazza di caffè costaricense. Certo, una colazione così ricca non è più adatta ai ritmi della vita moderna, ma il Gallo Pinto è ancora presente nei menu di tutte le sodas e sulle tavole di molte famiglie.

Sopa negra: i fagioli sono un alimento base della dieta di molti Paesi del Centro e del Sud America. Li troverete in molti piatti tra cui questa zuppa di fagioli neri, ottima come antipasto o per una cena più leggera. Gli ingredienti sono semplici: cipolla, sedano, fagioli, uova, un pizzico di pepe e coriandolo fresco, erba aromatica usatissima in Costa Rica. Pensate che potete trovare anche un dressing per condire l’insalata a base di coriandolo.

Crema di pejibaye: altro antipasto dal gusto squisitamente esotico. Che cos’è il pejibaye? È un tipo di palma (Bactris Gasipaes), la cui coltivazione e uso risale all’età precolombiana. Il tronco all’epoca veniva usato per costruire archi e frecce, mentre oggi se ne ricavano mobili. Il cuore, il palmito, è impiegato spesso in insalate e zuppe. E poi ci sono i frutti, dal colore rosso-arancio e un sapore che ricorda quello della frutta secca. Prima di mangiarli vengono bolliti perché sono più facili da digerire. A questo punto si elimina la buccia e il seme, si aggiunge latte, brodo di pollo o vegetale e burro e si frulla tutto per ottenere una crema densa da servire come antipasto.

Sopa de mondongo: le zuppe sono un piatto molto diffuso in Costa Rica e il mondongo, la trippa, è un alimento chiave della cucina locale. Viene cucinata al sugo oppure aggiunta a questa ricca minestra con rosmarino, timo, patate, pannocchie, cipolla, aglio, platano verde, chayote e manioca. Il chayote appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae. È una specie di zucca verde, dalla forma allungata. Il sapore ricorda quello del cetriolo. La manioca (o cassava o yuca) invece è una radice ed è ottima non solo nelle zuppe ma anche fritta.

Yuca frita: la manioca è un ingrediente antico nel Sud e nel Centro America, un caposaldo dell’alimentazione fin dai tempi pre-colombiani. Come abbiamo visto può essere usata nelle minestre oppure fritta. Si può trovare anche preconfezionata al supermercato, come le patatine fritte, di cui, tra l’altro, ricordano il sapore. Una ricetta più elaborata e saporita prevede che la manioca venga tagliata a tocchetti, fatta bollire, fritta e infine servita con una salsa al burro e aglio. Altro modo di accompagnarla, soprattutto se è proposta insieme ad altri fritti, è con guacamole, purea di fagioli neri e/o pico de gallo (intingolo di cipolla e pomodori).

Patacones: come vedrete girando per la Costa Rica, le specialità fritte sono diffusissime e squisite. Sono fettine di platano maturo, fritte nell’olio bollente e servite con guacamole semplicemente con una salsa a base di fagioli neri fritti.

Ceviche: chi ha creato la ricetta di questo piatto così diffuso in tutta l’America Latina? Ogni paese ne rivendica la paternità. Quel che è certo è che in Costa Rica è molto diffuso, persino come Beach Food, cibo da spiaggia. Di che cosa si tratta? È pesce crudo marinato. I ticos di solito usano merluzzo, spigola, tilapia, lutiano rosso o gamberi, marinati con lime, cipolla, sedano, coriandolo e peperoncino. Nella tradizione costaricense esiste anche il ceviche di granchio.

Escabeche: in Costa Rica non si marina solo il pesce. Sopra i tavoli di tutte le sodas e i ristoranti tradizionali svetta spesso un barattolo con tanti tocchetti di verdura. È l’escabeche e potrete aggiungerlo voi a piacere come contorno dei vostri piatti. Come ingredienti di solito si usano carote, cipolle, cavolfiori e fagiolini, marinati in acqua, aceto, chiodi di garofano, alloro e origano.

Picadillo: è un nome generico per descrivere piatti, spesso usati come contorno, in cui diversi ingredienti sono mescolati insieme e vengono serviti con tortillas di mais a pranzo o a cena. Potete assaggiare il picadillo di fagiolini e carote, di patate oppure quello di papaya verde o ancora il picadillo di chayote, mais e macinato di manzo.

Casado: che cos’é? È un piatto unico colorato e variegato ma allo stesso tempo un modo di servire insieme ricette diverse, da assaporare assolutamente in soda. Tradizionalmente comprende carne o pesce, riso, fagioli, insalata e platano fritto. Potete scegliere pollo alla griglia o fritto, da pesce, gamberi, calamari, cuore di palma, bistecca di maiale o di manzo con le cipolle rosolate, spezzatino, filetto, costoletta di maiale affumicata, e chi più ne ha più ne metta. Se siete vegetariani non vi preoccupate perché in molte tavole calde e ristoranti esiste la variante a base di sole verdure.

Olla de carne: insieme al Gallo Pinto, è forse uno dei piatti più tipici della Costa Rica. È un succulento piatto unico, una zuppa importante a base di carne e verdure. Che cosa rende degna di nota questa specialità? La presenza di ingredienti esotici come i già citati manioca e chayote, oltre a platano e ayote, un altro tipo di zucca usata persino per preparare dolci come il flan. Le verdure possono essere servite separatamente dalla carne. C’è però una costante: il riso bianco, usato ovunque al posto del pane.

Tamal di maiale: forse ne avrete già sentito parlare. Si tratta di un’antica ricetta maya e atzeca, oggi presente in tutto il Centro America con qualche differenza. In Costa Rica rappresenta un piatto tipicamente natalizio, soprattutto se il ripieno di questo impasto di mais simile alla polenta è la carne di maiale. La particolarità di questa ricetta, qualsiasi sia la sua farcitura (pollo, fagioli neri fritti, ecc), è il fatto che i tamales vengono cotti avvolti in foglie di banano. A Natale è tradizione invitare amici o parenti per lo scambio dei regali e offrire tamales e una tazza di caffè.

Vigoròn: è un ricco piatto che può essere servito per strada in coni di carta o al ristorante sopra grandi foglie di banano che regalano un aroma particolare alla ricetta. Per prepararlo si fa bollire la manioca. A parte si mescolano pomodoro, coriandolo, cipolla, pepe, sale e aceto. Infine si serve il tutto con cavolo crudo tagliato a listarelle, cotenna di maiale fritta e succo di lime. L’abbinamento migliore per questo piatto è una birra artigianale locale o la bionda orgoglio nazionale, l’Imperial.

Rondòn: come ogni paese al mondo, anche la Costa Rica ha tradizioni culinarie diverse a seconda della località. Persino in questa piccola nazione (circa 5 milioni di abitanti su una superficie di 51mila km2) esistono delle particolarità. La più famosa è quella della costa caraibica, zona influenzata dall’arrivo di schiavi giamaicani e di altre isole dei Caraibi durante l’era coloniale. Ecco perché qui troviamo piatti unici come il famoso Rondon. Si tratta di uno stufato di carne o pesce preparato con latte di cocco e accompagnato da banane non mature, manioca, cipolla e il frutto dell’albero del pane. Non manca il riso che può essere proposto nella variante rice-and-beans, detto Gallo Pinto de Limon ossia riso, fagioli e latte di cocco.

Pipa fria: parlando della cucina caraibica abbiamo accennato più volte al cocco. È infatti da qui che vengono le migliori noci di cocco, quelle più dolci, servite fresche sulla spiaggia come refrigerante street food. La noce non ancora matura, verde, viene pelata. Viene fatto un taglio su una delle sommità e viene data una cannuccia per assaporare l’acqua contenuta. Un must per sentirsi veramente ai tropici

Flan di ayote: è un dessert tipico della Costa Rica, reso speciale dall’uso di questa particolare zucca. L’ayote appartiene alla famiglia della Cucurbita Argyrosperma e ricorda il sapore della zucca butternut, a noi sicuramente più familiare. L’ayote viene fatto bollire poi frullato con farina, zucchero, uova e latte evaporato. Si aggiunge vaniglia e burro e si cuoce in forno finché la superficie del flan non è dorata. Lo stesso procedimento si può fare con il cocco, creando così un altro dolce molto amato dai ticos.

Fresco de frutas: la Costa Rica non è solo ricca di varietà di verdure ma anche di frutta. Il modo migliore di assaporarle è con il “fresco”, un frullato di frutta fresca preparato sul momento con zucchero, acqua o latte. Viene servito freddo, per accompagnare i pasti o come bibita rinfrescante tra pranzo e cena. Con quale frutta si può preparare? Prima di tutto assaggiate quello all’ananas, frutto emblematico in Costa Rica. Ma poi provate la banana, il cocomero, la graviola, la maracuya, il tamarindo, la papaya, la mora, come dicono in Costa Rica: “Pura Vida!”, che potremmo tradurre come “fantastico, meraviglioso!”.

Caffè negro: il caffè nero è l’elemento che accompagna ogni momento della giornata in Costa Rica. La coltivazione del caffè è iniziata a fine ‘700 e oggi il paese punta sempre più alla qualità e a una produzione biologica ed ecosostenibile. Come si prepara tradizionalmente il caffè negro? Si versa la polvere di caffè in una specie di calzino di tessuto, che viene agganciato sospeso sopra la tazza. Si versa lentamente acqua bollente che cola pian piano nella tazza. Oggi si usano più veloci e pratiche macchine per il caffè ma il necessario per preparare il caffè negro come da tradizione è uno dei souvenir più diffusi.

 

Fonte: AGRODOLCE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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