I MIGLIORI PARCHI NAZIONALI DELLA COSTA RICA

31/05/2017

PARCO NAZIONALE CHIRIPPO

Questo parco situato sul crinale principale della Cordillera de Talamanca, è una sfida per eccellenza per tutti gli escursionisti. Secondo il Sistema Nazionale delle Aree di Conservazione (SINAC), il parco nazionale Chirripó è stato istituito con la legge n 5773 in data 29 luglio 1975 con la categoria di parco nazionale, con una superficie di 43.700 ettari. Nel 1982 (con il Decreto Dirigenziale n 13496-A) il 31 marzo il parco si è allegato con il Cerros Cuerici e Chirripocito nel settore nord-est, al fine di proteggere le fonti d’acqua, foreste pluviali e dell’ecosistema Paramo presenti in quel sito.

Nel parco si può camminare sulla cima della più alta quota del Costa Rica, ad un’altitudine di 3819 metri sul livello del mare.Pendii ripidi e un clima con frequenti gelate, sono l’attrazione più grande di visitare. Pochi sanno che la maggior parte del parco era coperto di ghiacciai fino a circa 10.000 anni fa.

Come altre molte vette della Costa Rica, essere in cima al Cerro Chirripò in una giornata limpida, significa poter vedere i due oceani. Questo parco è molto visitato grazie anche alla possibilità di avvistare, oltre ad anfibi e rettili, scimmie, tapiri e giaguari. Dista soli 80 km dalla capitale( San José) e il trekking per raggiungere la vetta è abbastanza impegnativo: il percorso è ben tratteggiato ma necessita di una buona preparazione fisica (e attenzione: serve un permesso da richiedere all’Ufficio Parco Nazionale a San Gerardo).

PARCO RINCÓN DE LA VIEJA

Si trova nella stessa catena montuosa vulcanica del Guanacaste, il vulcano Rincon de la Vieja è un laboratorio geologico all’aperto. Il Rincon de la Vieja è stato dichiarato parco nazionale il 23 ottobre 1973 e ha una superficie di 14.300 ettari. Tra terreno vulcanico attivo, alta montagna e foresta fitta, ho avuto la sensazione che questo paesaggio fosse unico e disorientante allo stesso tempo. Il vulcano è composto da una caldera, al cui interno si ergono nove centri eruttivi; due di essi sono coni vulcanici, ciascuno coronato da un cratere, il Von Seebach e il Santa María. Quest’ultimo è il punto più alto a 1916 m.

Il Rincon de la Vieja piacerà agli amanti dei vulcani e della natura. Per quanto riguarda l’alloggio, si può chiedere direttamente all’entrata del parco o nel vicino villaggio di Liberia.

Il parco nazionale che circonda il Rincon de la Vieja ha una superficie totale di 14000 ettari e ospita numerose specie animali e vegetali. Delle escursioni di durata compresa tra le 2 e le 8 ore permettono di scoprire la fauna e la flora di questa regione isolata della Costa Rica.

Si consiglia il circuito di Las Pailas, uno dei più spettacolari del parco, invece un altro sentiero Il sentiero Cangreja si inoltra in una fitta vegetazione e permette di vedere delle belle cascate. La salita fino al cratere è l’escursione più lunga e richiede una buona condizione fisica. Sorgenti calde, fumarole e stagni di fango sono frequenti sulle pendici del vulcano. Non lontano dal vulcano si trova l’impressionante cascata della Fortuna.

Questo vulcano è ancora attivo, e si può percorrere attraverso, una guida specializzata.

PARCO BRAULIO CARILLO

Decine di migliaia di persone ogni giorno dell’anno visitano Braulio Carrillo National Park che è uno dei parchi con la più ricca biodiversità della Costa Rica e del mondo.

Raggiungibile partendo dalla capitale e percorrendo per circa 20 km l’autostrada Guapiles, che taglia in due parti il parco  e consente di avere una vista septtacolare del paesaggio. Il Parco è uno dei più estesi del paese ma anche il meno famoso e quindi meno frequentato: ci sono moltissimi sentieri da percorrere in tutta tranquillità in mezzo ad una natura rigogliosissima e a molte specie di orchidee.

È caratterizzata da terreni fragili, rendendo l’accesso difficile per le persone che non hanno  le conoscenze di escursioni o passeggiate. Tuttavia, il Braulio Carrillo ha due luoghi di facile accesso. Il primo è il settore del Vulcano Barva dove si possono vedere i crateri del vulcano dormiente con gli stessi nomi. In secondo luogo, il cosiddetto Quebrada González settore, rigorosamente sul lato caraibico del parco stesso, diventa il luogo ideale per chi cerca questo parco. Da lì si può accedere lo stesso fiume Sucio, e si muovono lungo un percorso in cui l’attrazione speciale è il bird-watching. E il Braulio, con le sue 140 specie di mammiferi e 515 specie di uccelli. Il suo nome deriva in onore del Capo dello Stato Braulio Carrillo Colina, che è stato costretto a lasciare il paese, essendo un esule politico, attraverso la vecchia strada Carrillo (anche chiamato in suo onore, come era il suo più grande conducente), il che attraversa il parco e che oggi è quasi completamente scomparsa dall’azione del tempo e della natura, che richiede ciò che è loro di diritto.

PARCO VULCANO TENORIO

Si tratta di uno dei parchi preferite per il turismo straniero, che ama le attività escursionistiche. La sua attrazione principale è il fiume Celeste Buena Vista, che ha colorato le acque tra il blu al turchese. I Teñideros sono il punto esatto in cui il fiume è macchiato o scolorito.

Al Rio Celeste avviene il fenomeno della cascata Turchese ampiamente noto per le scienze della terra, che hanno determinato che il processo o fenomeno dove il fiume cambia colore, è dovuta alla presenza di silice colloidale. Questo parco consente anche l’osservazione del vulcano massiccio Tenorio, essendo questo un complesso vulcanico, che sono stati riconosciuti fino a 5 coni e inattivi. fiume celeste ha punti di alterazione idrotermale, dove è presentato il fenomeno delle sorgenti calde e gas solforosi emissione. Il vulcano Tenorio National Park si estende su una superficie di 18.402.51 ettari, è stato creato il 27 aprile del 1995,( Decreto Dirigenziale n 24240-MIRENEM.

Raggiungibile partendo dalla capitale e percorrendo per circa 20 km l’autostrada Guapiles, che taglia in due parti il parco e consente di avere una vista spettacolare del paesaggio. Il Parco è uno dei più estesi del paese ma anche il meno famoso e quindi meno frequentato: ci sono moltissimi sentieri da percorrere in tutta tranquillità in mezzo ad una natura rigogliosissima e a molte specie di orchidee.

PARCO NAZIONALE CAHIUTA 

Il Cahuita National Park è una sorta di gioiello dei Caraibi. Ha una vasta spiaggia di sabbia bianca lunga quasi 8 km. La creazione di questa area protetta è stata data il 7 settembre 1970.

Sempre prendendo l’autostrada Guapiles ma distante più di 200 km dalla capitale: bisogna viaggiare fino a Cahuita e proseguire poi fino a Puerto Vargas, dove si trova l’ingresso del parco.  E’ essenzialmente un parco marino, infatti è stato costituito soprattutto per preservarne la barriera corallina ed è quindi il paradiso dei sub ma non solo, anche chi nuota con una semplice maschera potrà capire la ricchezza di questi fondali: pesci pappagallo, barracuda, mante, squali,  tartarughe ecc. Curiosità: nelle vicinanze del parco c’è lo Sloth Sanctuary: l’orfanotrofio dei piccoli bradipi!

La cosa più interessante di questo parco è che la maggior parte dei turisti che visitano durante tutto l’anno, non arrivano mai a conoscere il luogo più bello di questo parco, chiamato Puerto Vargas.Puerto Vargas prende il nome in onore del Governatore del Limon, don Vargas Molina Balvanero un tibaseño (originario di San Josè) ha fatto crescere Limón enormemente nel corso degli anni in cui ha ricoperto la carica.Se la spiaggia bianca di Cahuita sembra bella, la spiaggia di Puerto Vargas lo è ancora di più.

 

PARCO NAZIONALE CORCOVADO

Il Corcovado è un parco nazionale che copre la maggior parte del suo territorio nella penisola di Osa e ha territori marini nel Golfo Dulce e anche nell’Oceano Pacifico. Che dire del Corcovado?  Corcovado protegge una delle foreste più ricche di biodiversità al mondo, paragonabile solo al Parco Internazionale L’Amistad (PILA). Corcovado non solo proteggere la biodiversità, ma anche nel seminterrato ha una delle più grandi e più ricchi giacimenti di oro nel paese.

Localizzato nella parte sud ovest del paese, questo parco occupa quasi interamente la Peninsula de Osa ed è talmente poco frequentato a causa della posizione un po’ scomoda, da aver mantenuto una biodiversità forse unica al mondo. Raggiungibile da San Josè con un volo per Palma Sur, è possibile arrivarci in auto (durata del viaggio circa 4 ore) o in bus ma con un viaggio di 6 ore. È visitabile soltanto a piedi ed è obbligatorio prenotare la visita. Se si passa a Sierpe per raggiungere il Parco, è consigliabile l’escursione a Cano Island, bellissima giornata da passare in mare per un sub ma anche semplicemente se si usa la maschera: ci si imbarca a Sierpe e si naviga lungo l’omonimo fiume, avvistando coccodrilli, uccelli, scimmie prima di lasciare il delta del Sierpe e uscire in mare aperto.

ISOLA DEL COCO

Dal momento che il velista francese Jacques Costeu ha visitato quest’isola negli anni ’70 e ’80 del XX secolo, L’isola del tesoro acquisito notorietà in tutto il mondo. È stata chiamata come L’isola del tesoro, per l’esistenza di leggenda e storia di un tesoro di oro  sepolto da parte dei pirati nel XVI e XVII secolo. L’Isola del Coco ha continuato ad apparire nei libri di storia e grandi liste di meraviglie naturali del mondo. si trova nell’Oceano Pacifico, 535 km, da Cabo Blanco, punta meridionale della penisola di Nicoya, in direzione sud-ovest tra i paralleli 5 “30 ‘e 5’ 34 ‘e 87” i meridiani 1′ e 87 “6’. regione insulare caratterizzata da una topografia spesso torbida e montata da forti piogge e torrenziali, Classificata come area protetta in quest’isola sono stati identificati 235 specie vegetali, 400 insetti (65 endemiche), 5 di rettili (2) terrestre endemica, tartaruga 3 mare, 100 uccello (13 residenti, 3 endemiche e minacciate), 50 (7 artropodi sono endemiche), 57 crostacei, molluschi 600 e 250 specie marine di pesci marini. Nelle sue acque proliferare squali bianchi, squali martello, tonno pinna gialla, pesci pappagallo, coperte e sugarelli. Nel dicembre 1997, è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio naturale dell’Umanità; Maggio 1998: Area umida di importanza internazionale (Ramsar del sito) e nel dicembre 2002: Culturale Historic Site dal Ministero della Cultura, Gioventù e dello Sport (MCJD). L’isola del Coco è praticamente inaccessibile per l’economia media Costa Rica, perché il costo di un viaggio per lei, varia tra $ 6.000 a $ 15.000.

Ci si arriva solo via mare, partendo da Puntarenas con un traghetto che impiega circa 35 ore di navigazione ed è considerata, la Galapagos del Costa Rica. Patrimonio Naturale dell’Umanità, nel mezzo dell’Oceano Pacifico è così ben isolata da aver mantenuto intatto il suo aspetto aspro, ricco il suo mare e incontaminato tutto il territorio.  A parte i rangers, l’isola è disabitata ed è il sogno di tutti i sub del mondo: ricordati però che qui sei nel mezzo dell’Oceano che, notoriamente, ha di pacifico solo il nome. Chi passa quasi due giorni in nave per arrivare sull’isola ha in testa solo di tuffarsi nelle acque di questa che è soprannominata anche Shark Island per ammirare squali martello, squali dalla pinna d’argento e dalla pinna bianca, pesci rana, mante, murene, tartarughe, delfini, pesci tropicali di oltre 200 specie ma soprattutto squali balena.

PARCO NAZIONALE TORTUGUERO

Fra tutti i parchi nazionali della Costa Rica, questo è forse il più fragile.  Si trova nella regione caraibica, 80 km a nord della città di Limon. Uno dei motivi della sua creazione, è stato promosso dal Erpetologo Archie Carr II, ora deceduto, era la protezione della Tartaruga verde (Chelonia mydas), in quanto questo è il più importante zona di riproduzione nei Caraibi occidentali. Inoltre, Tortuguero è una zona di grande importanza per la loro residua foresta tropicale molto umida, che a soli 50 anni fa copriva quasi tutto il nord-est della Costa Rica. Il parco si estende su una superficie di 26,156 ettari nel terrestre e  50.160 ha di superficie marina (creato per proteggere le tartarughe marine).

Tortuguero fornisce protezione per un habitat acquatico ricco e fragile, i suoi canali naturali e artificiali ospitano una grande varietà di specie. Questo parco è così diverso da tutti gli altri, già di per sé, è l’ideale per le cartoline ricordo

 

 

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