Scienziati Italiani in Costa Rica per studiare la biodiversità

08/11/2016

L’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia invierà un gruppo di ricercatori e tecnici in Costa Rica per partecipare ad una spedizione scientifica che li porterà presso la stazione di ricerca “Italia-Costa Rica” situata nelle foreste della Riserva Karen Mogensen nella penisola di Nicoya. Attualmente è in corso d’opera uno studio della fauna tropicale, volto a indagare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla biodiversità.

Il gruppo, di cui fanno parte il prof. Dario Sonetti, già docente Unimore e coordinatore della spedizione, i dottori Matteo Dal Zotto, Maurizio Carnevali e Giuseppe Romeo, titolari di borsa di ricerca presso il Dipartimento di Scienze della Vita, e Luca Lombroso, uno dei primi tecnici meteorologi certificati in Italia, del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” – DIEF, partirà mercoledì 9 novembre alla volta del Paese centroamericano.

La spedizione è organizzata in collaborazione con l’Associazione Foreste Per Sempre-GEV Modena, nell’ambito del progetto CLIMBIO (Climate & Biodiversity), finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e promosso dal Dipartimento di Scienze della Vita in collaborazione con l’Osservatorio Geofisico del DIEF di Unimore, l’Associazione Foreste per Sempre e l’Asociación Ecológica Paquera, Lepanto y Cóbano (ASEPALECO). Il progetto si focalizza sullo studio dell’avifauna, importante indicatrice dei cambiamenti climatici globali; il fine è quello di scoprire la biodiversità tropicale, la sua importanza e gli effetti dei cambiamenti climatici su di essa. Del progetto è responsabile per Unimore la prof.ssa Aurora Perderzoli del Dipartimento di Scienze della Vita.

Il progetto prevede ricerca sul campo e diffusione dei risultati con opera di sensibilizzazione verso la tematica dei cambiamenti climatici e della conservazione della biodiversità. Il lavoro sul campo è in corso di realizzazione presso la Stazione biologica e meteo-climatica “Italia-Costa Rica”, in parte realizzata grazie a fondi di imprese modenesi e dedicata alla memoria della fioranese Augusta Bellei. Questa stazione di ricerca è situata nella Riserva Karen Mogensen, area nata ed estesasi nel corso di oltre vent’anni grazie a un partenariato tra enti italiani e costaricani. Lo studio, il primo effettuato all’interno della stazione di ricerca recentemente inaugurata, mira alla valutazione degli effetti dei cambiamenti climatici sull’ornitofauna tropicale, affrontando una problematica nota ma che non ha al momento risposte certe. Diversi studi sostengono la possibilità di utilizzare gli uccelli come indicatori biologici dei cambiamenti climatici in atto, questi organismi infatti risultano assai sensibili alle variazioni meteo-climatiche, le quali influenzano in vario modo i fenomeni rilevanti del loro sviluppo vitale.

Uno splendido esemplare di rana dagli occhi rossi

Uno splendido esemplare di rana dagli occhi rossi

Il progetto consiste in una prima fase di inquadramento della Riserva e raccolta dei dati. In pratica, vengono identificate alcune specie che possono fungere da bioindicatrici nell’ambito di un più vasto piano di monitoraggio che porterà alla completa mappatura della biodiversità dell’area protetta. I dati meteorologici verranno raccolti mediante una strumentazione installata recentemente e inviati all’Osservatorio Geofisico del Dip. di Ingegneria Enzo Ferrari. Una seconda fase, successiva al lavoro sul campo e alla fase analitica, si traduce nella comunicazione dei risultati al tessuto sociale, principalmente del territorio modenese e anche della realtà costaricense limitrofa alla Riserva Karen. Nel corso di una prima spedizione sul campo – effettuata tra febbraio e marzo 2016 – il progetto in corso è stato presentato in una scuola superiore locale nonché a un team di addetti ai lavori operanti nell’area. I prossimi step prevederanno il proseguimento di quest’attività divulgativa in loco, il coinvolgimento di ragazzi in attività di ecovolontariato e la concretizzazione di un gemellaggio tra istituti superiori costaricensi e modenesi.

E’ di fondamentale importanza che i risultati prodotti da questo progetto siano divulgati fuori dall’ambito scientifico e che siano messi a disposizione della società, per una crescita costante della coscienza e della sensibilità verso i temi del rispetto dell’ambiente e dell’importanza di una sana cooperazione tra i diversi Paesi. La crescita dell’interesse verso l’ambiente e la sua cura potrà condurre progressivamente a una maggiore attenzione verso l’igiene ambientale e dunque alla promozione della salute dell’uomo, con evidenti benefici dal punto di vista della qualità della vita, del benessere psicofisico di tante persone, nonché di risparmio a livello di gestione economica delle realtà sanitarie locali.

Fonti:
www.modena2000.it
www.modenatoday.it

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