UN’ESPLOSIONE DI VITA

11/05/2017

Gli amanti della natura si esprimono per iperboli, chiamando Paradiso Terrestre quest’arca di Noè che è la Costa Rica.  Benché tutto compreso entro i tropici, tra °8 e 11° a nord dell’Equatore, il paese vanta 12 diverse zone ecologiche, che vanno dalle mangrovie soggette alle maree alle foreste decidue, dalle foreste pluviali tropicali addirittura ai pascoli subalpini, detti “Páramo”, sulle ventose cime delle Talamancas.

E non mancano le sorprese: i cactus punteggiano le sacche desertiche del nord-ovest dove i robusti zebù vagano per l’arida savana che circonda le zone umide e i coccodrilli si crogiolano al sole nel fango, immobili come tronchi. È un vero vivaio di biodiversità Chilometro per chilometro, la Costa Rica non è seconda a nessuno per il numero delle specie viventi. Circa il 5% di tutte le specie del pianeta strisciano, saltano e volano nei diversi habitat; tra queste, un decimo di tutta l’avifauna nota. La straordinaria biodiversità deriva dalla posizione della Costa Rica, nella strozzatura delle due Americhe per milioni di anni, innumerevoli forme di vita sono passate dall’una all’altra parte sull’esile ponte, adattandosi alle varie condizioni territoriali e climatiche locali. In questa arena di intensa competizione, hanno dovuto diversificarsi molto per sopravvivere.

Ai tropici, la temperatura è piuttosto costante, perché il sole splende perpendicolarmente tutto l’anno, mentre le piogge torrenziali mantengono un’elevata umidità, che favorisce il rigoglio della natura. Incredibilmente lussureggiante, la Costa Rica è come un orto botanico di immense proporzioni. Per esempio vi prosperano molte più specie di Felci (circa 800) che nell’intero Nord America; quanto a orchidee sono state identificate 1400 specie. Le orchidee si trovano dal livello del mare fino alle altitudini del Cerro Chirripó, con fiori che vanno dal minuscolo (meno di 1mm) all’enorme, con petali che ricadono per mezzo metro. La più grande biodiversità si incontra nelle foreste pluviali, dove le orchidee beneficiano di umidità costante. Circa il 90% delle specie di orchidea sono epifite, cioè emettono radici su altre piante, pur non essendo parassite, e la Costa Rica conta più di 2000 specie di bromeliacee.

Gli ambienti naturali della Costa Rica sono stati classificati in 12 “zone vitali”, identificate nel 1947 dal biologo Leslie R. Holdrige, esperto di foreste tropicali di fama internazionale.

Ogni zona è caratterizzata da suolo, clima e forme di vita diversi. Nel quadro il verde è preponderante; non mancano le foreste secche decidue e i pascoli subalpini, con tutte le sfumature intermedie.

Le foreste pluviali sono tra i più complessi ecosistemi del pianeta. Più del 50% di tutte le specie viventi note si trovano in queste foreste tropicali. I biologi distinguono almeno 13 diversi tipi di foresta pluviale distinte per altitudine, precipitazioni e condizioni del suolo. Possono trovarsi foreste pluviali tropicali sempreverdi sulla costa caraibica e foreste sempreverdi soggette a stagioni di siccità sul versante pacifico, che condividono entrambe l’ambiente umido, e una profusione di specie vegetali. Tutte le foreste pluviali ricevono più di 250 cm di pioggia l’anno. La foresta umida premontana si trova ad altitudini più elevate, come nei piovosi parchi nazionali Braulio Carrillo e Tapantí, dove il clima è più fresco. Aree di foresta pluviale montana tropicale, o “foresta nebulosa”; ricoprono le montagne ad altitudini intorno ai 1200 m. Alle massime altitudini, come in cima ai vulcani Poás e Irazù, stentati alberi tremano sotto alle piogge portate dal vento. Le vere foreste pluviali delle pianure (llanuras) di fronte all’Atlantico, della Península de Osa e del versante est delle Talamancas, sono di proporzioni gigantesche, con alberi alti 30 m e più, le cui fronde intricate sembrano tanti ombrelli. Le corone a forma di fungo, serrate le une dalle altre, creano una grande volta verde talmente fitta che si potrebbe pensare di camminarci sopra. Nella lotta nel raggiungere la luce, l’altezza è fondamentale, gran parte degli alberi ha tronchi lisci e dritti, i cui primi rami si trovano a 18 m o più dal suolo. La foresta pluviale di pianura è come un labirinto su più livelli soggetta al passaggio di nembi, venti e temporali, e ha un clima diverso rispetto alla foresta dei “piani bassi” e al suo sparso di arbusti. Analogamente, solo il 10% circa di luce solare penetra fino al suolo, dove la vegetazione rimane scarsa. Gli alberelli di molte specie smettono di crescere una volta raggiunti i 30 m circa; ma quando un albero cade, lasciando filtrare la luce vivificante, prorompono in una crescita prodigiosa. Le specie che vivono al suolo della foresta si sono adattate per profittare al massimo della parca luce che arriva fino a loro. Nelle radure, le piante producono foglie molto larghe per assorbire i raggi solari, per esempio la “Sombrilla de Pobre” (l’ombrello del povero), le cui foglie, simili ad orecchie di elefante, proteggono ottimamente dagli acquazzoni. Mentre nelle zone temperate le foreste possono avere intere aree colonizzate da una o più specie arboree, le foreste pluviali sono una vera “mischia” di centinaia di specie diverse, dalla cecropia cara al bradipo agli alti mogani, cari ai tagliaboschi.

Un solo albero, nella foresta pluviale, può ospitare circa 100 altre specie vegetali, come Felci, rampicanti e bromilacee.  Ai Tropici, dove il clima è caldo e umido, le piante crescono e si riproducono tutto l’anno. Le foglie vecchie si decompongono, e i nutrienti sono subito riciclati, risucchiati e riassorbiti. Dal momento che il suolo tropicale è poco profondo, molte specie arboree si sono adattate: le loro radici formano un ampio ventaglio, che dà sostegno alla pianta e riesce a trarre il massimo di nutrimento. I rampicanti si avvincono al loro ospite raggiungendo spesso lunghezze di decine di metri, avvolti intorno ai rami e da un albero all’altro, creando una trama fittissima.

Il paese è una cornucopia di tesori botanici e zoologici. L’istituto Nazionale della Biodiversità, che sta tentando di identificare tutte le specie vegetali e animali del Costa Rica, stima che ve ne siano un milione. Formichieri, coati, iguane, scimmie e uccelli a centinai, e insetti a decine di migliaia, sono variopinti come l’arcobaleno e spesso osservabili a brevissima distanza. Ma sono pochi quei visitatori talmente fortunati da vedere l’elusivo giaguaro a caccia.

La Costa Rica conta solo 200 specie circa mammiferi, di cui la metà sono pipistrelli tra cui i vampiri e il grande pipistrello pescatore, che afferra i pesci con gli artigli, in volo. I mammiferi di molte specie sono schivi, e non è facile vederli per un visitatore occasionale. I felini sono ben rappresentati: giaguari, ocelot, puma, i rarissimi marguai e oncillà, entrambi maculati, e il giaguarundi color bruno.  Arrampicatori abilissimi, i felini si possono talvolta vedere scalare i tronchi per dare la caccia ai roditori arboricoli e scimmie, che si rifugiano sui rami alti.

Molto più facile osservare le quattro specie di scimmie neo- tropicali, diffuse negli habitat di pianura e media montagna. La grande scimmia urlatrice nera, che si ciba di foglie, è la specie più comune e anche quella che si fa notare di più, con i loro forti urli, che lanciano per difendere il loro territorio, particolarmente all’alba e al crepuscolo. I piccoli cebi cappuccini, onnivori, dal muso bianco e nero, si fanno vedere giocare nei rami, particolarmente, al Parque Nacional Manuel Antonio, dove la loro presenza è garantita. La minuta scimmia scoiattolo arancione (titi), la scimmia ragno dagli arti lunghi e sottili, color rame, ed è una creatura solitaria. I bradipi abbondano in tutta la nazione, vivono tra le cime degli alberi e con tutta probabilità sono gli animali più lenti della foresta. In Costa Rica si trovano due specie di procione (mapache): il procione lavatore, dal muso bianco, che vive nelle pianure, e il procione granchiarolo, dal muso scuro che predilige habitat lungo la costa pacifica. Più diffuso è il coati (pizote), uno dei mammiferi più facilmente osservabili, facilmente identificabile dagli occhi cerchiat come il panda, la pelliccia bruna e la coda ad anelli, che l’animale usa astutamente per combattere i predatori. Altri esponenti della famiglia dei procionidi, più piccoli, notturni e arboricoli, sono l’olingo, il babisuri e il cercoletto. Oltre a due specie di scoiattoli e circa 40 specie di topi e ratti, la Costa Rica ospita due roditori neo – tropicali degni di nota. Il grande Aguti marrone (guatusa) è una graziosa creatura della foresta: sembra un grosso scoiattolo senza coda, con zambe lunghe e snelle. Si distinguono diverse sottospecie, dalla colorazione più scura o più chiara, adattamenti agli habitat umido o secco della foresta. L’aguti è il suo “cugino “notturno, il Paca, che sembra un grosso porcellino d’India sono tradizionalmente cacciati per la loro carne e sono ora in pericolo. Anche il timido Tapiro (Danta), lontano parente degli elefanti vagava su vaste zone. Gli escursionisti più arditi possono avere l’occasione di incontrare questi proboscidati sulle montagne, quando si abbeverano ai laghi vulcanici, e in remote regioni delle Talamancas. Tra gli altri mammiferi citiamo le tre specie di formichieri della Costa Rica, che si cibano solo di formiche, che raccolgono con la lunga lingua appiccicosa; e due specie di armadilli corazzati. I Coyote e le Volpi abbondano, come i conigli, e due specie di opossum rappresentano i marsupiali. I Pecari (sainos), paurosi suidi selvatici, vagano in branco, e scavano radici e tuberi dal terreno. Sono comuni varie specie di moffetta, tra cui il fiero grigione piccolo, simile a un tasso; e lo snello tayra (Eira Barbara), color cioccolato, un “gigante” lungo 90 cm che dà la caccia a roditori e piccoli cervidi, e vive sia in habitat di pianura che di montagna. I lamantini, erbivori marini, sembrano dei trichechi senza zanne e hanno la coda a spatola al posto delle pinne, e vivono nei recessi umidi dei parchi Tortuguero e Gandoca- Manzanillo, nelle cui lagune vive anche una specie endemica di delfino il Tucuxí, mentre le Lontre sono diffuse nei fiumi di pianura.

I Tropici, caldi e umidi, sono l’ideale per anfibi e rettili. Nella Costa Rica vivono circa 160 specie di anfibi e 220 di rettili, dei quali 162 sono serpenti. Le ranocchie abbondano, però gli ultimi anni sono stati testimoni di una caduta verticale nelle popolazioni di rane e rospi, incluso il rospo dorato, piccola meraviglia scoperta a Monteverde nel 1964 e già considerata estinta. Molte rane si sono adattate a vivere lontane dai corsi d’acqua o stagni; alcune presentano zampe a ventosa e vivono sugli alberi, dove depositano le uova nelle “cisterne” delle bromilacee.

I serpenti sono ubiquitari, ma molti sono piuttosto piccoli e si cibano di uccelli nei nidi, piccoli roditori e lucertole. In pianura, estuari e canali sono l’habitat dei coccodrilli americani, che possono essere lunghi fino a 4,5 m. I loro piccoli “cugini”, i caimani raramente superano gli 1,8 m.

L’Iguana arboricola vive sia nella foresta secca che in quella umida, e può raggiungere i 90 cm di lunghezza. Ricoperta di un’armatura a scaglie, ha un aspetto piuttosto terrificante, ma è innocua per l’uomo. La Ctenosaura Pectinata (un’iguana) è verde, ma i maschi diventano arancioni durante la stagione riproduttiva, un’altra ctenosaura, più piccola, è bruno – grigiastra. Fra le decine di specie più piccole di lucertole c’è il basilisco piumato, che vive nelle piane del versante pacifico, più noto come la Lucertola di Gesù Cristo, per la sua abilità di correre sull’acqua con le zampe posteriori.

Molti visitano la Costa Rica nella speranza di vedere le tartarughe marine deporre le uova. È possibile incontrarle sulle spiagge sia del versante caraibico che del pacifico. Le femmine di cinque specie di tartaruga approdano qui, varie volte all’anno. È più facile avvistare la tartaruga verde a Tortuguero. La dermochelide coriacea, il più grande rettile della terra (può pesare 1 t), nidifica a Playa Grande, nella penisola di Nicoya. L’esperienza più emozionante è assistere all’arrivo sincronizzato di decine di migliaia di tartarughe olivacee al Refugio Nacional de Vida Silvestre Optional, che sciamano qui con la luna piena.

La Costa Rica possiede una ricchezza incalcolabile di specie entomologiche (insetti), dal microscopico acaro dei fiori, che “viaggia” all’interno delle narici dei colibrì, ai giganti come lo scarabeo-rinoceronte lungo 7,5 cm che deve il suo nome al suo “corno”. Migliaia di specie devono essere ancora identificate. Il regno degli insetti tira fuori la sua classe di notte quando falene e elicotteri si levano in volo, e la foresta risuona di una cacofonia di stridii e gracidii. Nella regione di Guanacaste sono molto abbondanti; quando le piogge stagionali abbondano sulla regione, la popolazione degli insetti esplode. Più di mille specie di farfalle (un quarto del totale mondiale) svolazzano per il paese. Monarca indiscussa di questo reame è la Morpho dalle ali blu elettrico, grande quasi un piatto. Le sottospecie differiscono per la colorazione, a secondo dell’ambiente in cui vivono, come la farfalla-civetta, quando è spaventata esibisce la colorazione sotto-alare che ricorda gli occhi di un rapace notturno.

Tra le migliaia di specie di formiche, le più interessanti sono le “tagliafoglie”, che coltivano funghi sottoterra utilizzando come concime le foglie degli alberi esiccati. Una ricchissima avifauna: un decimo di tutte le specie note di uccelli del mondo vivono in questo piccolo paese! Delle 850 specie circa che vi si trovano, almeno 600 sono residenti tra cui le 51 specie di colibrì della nazione con i loro piumaggi brillanti celesti, verdi, viola e rossi. La Costa Rica ha 16 specie di pappagalli, dai piccoli parrocchetti verdi alla Grande Ara Macao.

Un’altra star è il Quetzal, il gioiello più prezioso della foresta nebulosa. Questa meraviglia, grande come un piccione, una delle dieci specie trogonidi delle Costa Rica, sfoggia piume smeraldo iridescenti. I tucani solforati e i tucani di Swainson, col loro becco simile a una banana, sono comuni. Un ‘altra “vedette” del bird-watching è il Motmot, con la sua coda a forma di rachetta, che vive in buche nel terreno. I piccoli tangare, dalle ali corte e dalle vivaci tinte rosso fiamma e azzurro cielo, sono rappresentati con 50 specie. Vi sono 78 specie di acchiappamosche, 52 specie di uccelli canori e 22 specie di scriccioli. Circa 50 specie rapaci predano le creature più svariate, da granchi e pesci alle scimmie, il pasto preferito dell’arpia. Quattro specie di Avvoltoi (zopilotes), tra cui il rarissimo Avvoltoio reale. I bianchissimi aironi guardabuoi si possono osservare nei pascoli e lungo le rive dei fiumi. Fra le altre 25 specie di trampolieri si annoverano gli aironi, cicogne come il grande Jabiru e la Spatola Rosa. Le zone umide della Costa Rica attirano gli uccelli acquatici in gran numero. Fra gli uccelli marini vi sono i Cormorani, Anhinga e sule fosche.

La fauna marina è rappresentata dalle acque tropicali che bagnano entrambe le coste del Paese che consentono ai sub di nuotare accanto a squali-balena, alle mante e alle cernie. Il Golfo del Papagayo e il Golfo Dulce sono particolarmente ricchi di pesci grossi come Lampughe, marlin, tonni e Wahoo. I sub esperti sono attratti da Isla del Coco, dove i squali-martello si radunano in branchi numerosi. Le Megattere si radunano stagionalmente per cibarsi nelle tiepide acque di Bahia Ballena, ricche di nutrienti; osservarle da vicino è un’esperienza molto emozionante.

 

 

 

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